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Un crocifisso in legno massello alto tre metri, dipinto alla maniera del trecento in chiave moderna, pesante più di cento chili e sospeso a mezz’aria nell’oscurità di una sala completamente foderata di nero. Una ballerina vestita e dipinta di bianco, che si muove come uno spirito esibendosi in una danza ipnotica, al suono di una canzone con una musica potente ed evocativa create appositamente per questo evento, come l’abito della ballerina fatto di aria e movimento imprigionati in foglie di tessuto, ideato e realizzato da uno dei maglifici più innovativi e all’avanguardia. Tutto questo in uno dei luoghi più suggestivi di Roma, in un contesto importante e glamur, quello della settimana della moda organizzato da Altaroma, quest’anno dedicata allo sport ed alle olimpiadi. La danza in tutte le sue espressioni è gesto atletico, potenza, forza fisica, prestazione e rendimento... tutti concetti ben chiari al mondo dello sport; Ma danza significa anche armonia, estetica, espressione, ricerca, eleganza; concetti altrettanto chiari ad un altro mondo, quello della moda. Un semplice elenco che forse non basta a evidenziare i punti in comune tra moda e sport, accomunate soprattutto da un’ altra parola: “devozione”. Una parola grossa, mistica; una parola che se fosse una ricetta vedrebbe tra gli ingredienti principali una buona dose di passione e un’ altra uguale di amore, ingredienti indispensabili per sopportare la fatica, il sacrificio e il duro lavoro che occorrono per arrivare alla bellezza di una forma o di un espressione. Si può spiegare ad altri questa devozione? quando magari più emozioni, anche contrastanti, si accavallano nel nostro stomaco, e nella nostra testa. Probabilmente non fino in fondo, ma certamente si può tentare, servendosi magari dell’arte e della sua simbologia, della musica e delle sue emozioni, o dell’ espressività di un corpo vestito da un abito che ne accentui la sensualità e la fisicità; Questo è “Devotadanza”, un viaggio attraverso gli stati d’animo e le emozioni di una danzatrice, alla ricerca dell’ armonia e della bellezza, chiusa nel suo mondo, a contatto con il simbolo della sua passione, che è anche simbolo di sacrificio, dolore, ma soprattutto simbolo d’ amore, una “croce danzante” ; Una croce del tutto personale e che può appartenere solo alla danzatrice, e alla quale essa è devota. In questo suo mondo la danzatrice non si accorge di chi la sta guardando, e si muove dalla luce all’ ombra come uno spirito, provando i suoi passi, riposando, ridendo a qualche pensiero buffo. Walter Egon |
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